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Si chiama information overload ed e’ una sindrome dei giorni nostri: siamo sovraccaricati di informazioni in ordine sparso.

A cosa si riferisce?

Facciamo esempi facili.

Apro il mio account Facebook (chi non ne ha uno ormai):

a Roma due gambe trovate in un cassonetto, indagini aperte, fratello della vittima arrestato – il papà di un mio amico e’ morto e lui lo ricorda con affetto e malinconia – una mia amica posta un video con il suo cane che fa delle cose molto tenere – un’altra condivide un articolo che ci dice che mancanze abbiamo a seconda dei cibi che preferiamo – bambini siriani fermi al centro di accoglienza di Bolzano in attesa di affido – qualcuno manda a fanculo qualcun altro – qualche cane cerca casa – se vuoi dimagrire ecco 7 giorni di dieta per perdere i tuoi primi 7 chili (che sembra un po’ il film con Pozzetto e Verdone) – e infine compleanni, viaggi, separazioni, matrimoni, figli, opinioni politiche non meglio testate, arancini rancidi e cotillon

Sovraffollamento informativo: e’ come se tutte le notizie spingessero per trovare posto nei nostri cervelli e poi finisce che le gambe nel cassonetto si ritrovano accanto alla cresima della figlia della tua amica..

Questo può creare un po’ di problemi.

In effetti ne crea.

Il primo problema e’ che la mente inizia a mettere tutto insieme: e’ un po’ come l’all you can eat, se hai un grande buffet a 19 euro ti ritroverai nel piatto un pezzo di parmigiana un bignè e un po’ di tartare.. nulla da dire, interessante capire fino a quando riusciremo a distinguere i sapori.

Cosa accade quando non distinguiamo più i sapori?

Accade che le cose ci sfiorano tangenzialmente senza potersi mai impregnare di noi.

Accade che e’ tutto così veloce che so tutto e non so nulla.

E in questo caleidoscopio che somiglia tanto al vecchio tagata’ del luneur e’ possibile perdere l’appoggio e ritrovarsi col culo per terra.

Soluzioni?

Meditazione?

Consapevolezza?

Quante ne vuoi, ma anche li’ c’è l’all you can eat dello spirituale, mangio tutto, sperimento, faccio un percorso…. amuleto buddista, meditazione degli indiani d’America, qualche nozione di astrologia e un paio di buoni santoni da seguire..

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E QUINDI?

RIMEDIO DELLA NONNA: riprendiamo contatto con il nostro corpo.

In questo momento sono a Tokyo..

Ieri  sera ho visitato un sexy shop di 7 piani con molti giochi di gomma.. poi sono stata in un quartiere con un sacco di cose di elettronica.. poi ho visto tante persone che girano con la mascherina di carta davanti al bocca..

Un giapponese su 4 soffre di disturbi sociali di vario genere, la natalità cala, i rapporti sessuali sono meno frequenti delle serate davanti al computer o dì quelle da soli a casa con alcuni buchi di gomma/oggetti da infilare qui e li…

✨✨✨

CORPO, COSA POSSIAMO FARE IN PER AVERE PIÙ FACILITÀ CON TUTTO QUESTO?

Corpo… che bella parola.. che viene dal greco e indica non solo il corpo ma anche l’aspetto…

Come esseri incarnati iniziamo ad apprendere attraverso il nostro corpo, quando il nostro cervello ancora non categorizza nulla il nostro corpo già SA.. Sa dove succhiare per prendere nutrimento, sa quello che ha intorno perché lo tocca, sa di chi fidarsi perché il suo corpo gli fornisce tutte le informazioni di cui ha bisogno..

Quanta energia intorno ai nostri corpi: per giudicarli, per tenerli in forma, spesso per stressarli in impieghi che non li onorano moltissimo, meno di frequente per averne cura.. eppure la stragrande maggioranza di quello che esiste – compreso il 90% del business umano – ruota attorno al corpo, questo sconosciuto.

Spesso mi chiedo cosa potrebbe accadere se fossimo di nuovo in possesso dei nostri corpi, dando loro solo il cibo che vogliono, quando lo vogliono.. rendendo la nostra vita una continua celebrazione per i nostri corpi e permettendo loro di contribuire a tutte le nostre velleità in un modo più naturale, facile, divertente di quello che ci sembra possibile.

I corpi a piedi nudi sull’erba, il sole, l’acqua, parlare a voce con le persone, andare a trovare i vecchi e parlare con loro, toccarsi, il vecchio buon sesso, un po’ di vino..

Si lo so non c’è tempo per questo, si lo so vengono prima i problemi, si lo so c’è la crisi, si lo so, lo so, lo so…. eppure ancora mi chiedo: e’ vero?

E’ vera la bugia del tempo che non c’è e della vita che è sofferenza e fatica e dei soldi che non bastano mai e dei principi azzurri che non arrivano e dei sogni che non si realizzano e della felicità che forse non esiste ed e’ solo una trovata della pubblicità per vendere di più..?

A volte, nelle mie peregrinazioni di fantasia, vedo i nostri corpi che ci guardano con la mascella caduta mentre facciamo di tutto per ignorare quello che provano a dirci di continuo.. come in quei giochi in televisione in cui qualcuno guida il compagno di squadra che gioca bendato e dalla cabina di regia e’ tutto semplice e per chi non vede e’ tuto quasi impossibile..

A volte mi chiedo come sarebbe togliere quelle bende e trovarsi faccia a faccia con i nostri corpi e il loro sapere..

Per poi scoprire magicamente che era così semplice non ritrovarsi con l’occhio vuoto e l’angoscia esistenziale da affollamento di informazioni.

 

Troppo facile? Si. Menomale. 😁😅